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La bellezza sta nel non nascondere il proprio passato

La bellezza sta nel non nascondere il proprio passato
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La bellezza non è nel viso. La bellezza è nella luce del cuore“, così scriveva Kahlil Gibran all’interno della raccolta di poesie “Il Profeta” nel 1923. Nonostante i tanti anni trascorsi questo è un tema ancora molto attuale perché la perfezione dell’estetica è sicuramente d’impatto e gradevole, ma quello che  emoziona davvero è il fascino del tempo che passa e della natura personale del soggetto: due elementi che rendono unico tutto ciò che sfiorano. Sia esso un oggetto o una persona.

In fondo il tempo lascia una patina, fa intravedere i suoi segni e rende il tutto pieno di vita e di storia. Un po’ come un libro di cui non è ancora stato scritto l’epilogo. Ed il nostro modo di essere, all’interno di questo percorso, si inserisce alla perfezione: il tempo intacca ma noi, in molti casi, puntiamo a negare questi effetti e a crederci eterni, senza però rendersi conto di non esserlo affatto.

La bellezza è anche nel proprio passato

Il passare del tempo fa paura. Segni, esperienze, ma anche malesseri, disagi e abbandoni: tutti elementi che ridefiniscono una persona e ne segnano sia l’aspetto fisico che il carattere. Censurarle e provare a nasconderle con qualche trucco o ritocco rende tutto triste e patinato. Senza anima né espressività. Proprio nella nostra natura e nelle imperfezioni rivediamo e ritroviamo le incertezze, gli errori e la fragilità, ovvero tutto quello che ci contraddistingue dagli altri. La perfezione quindi colpisce soltanto al primo sguardo. Chi sa guardare oltre, invece, coglie nell’imperfezione e nelle piacevoli manchevolezze un’emozione. Un qualcosa di speciale e di interessante.

Ognuno di noi deve quindi andare fiero del proprio essere e delle imperfezioni che mostra. Sono i nostri segni, è la vita che abbiamo vissuto che in qualche modo si racconta agli altri e si apre al mondo. E nascondere tutto questo serve a poco, se non a sembrare innaturali e stereotipati.

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