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Toulouse-Lautrec e la Belle Époque: tra anticonformismo e provocazione

Toulouse-Lautrec e la Belle Époque: tra anticonformismo e provocazione
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Henri de Toulouse-Lautrec è stato sicuramente il cantore della Belle Époque francese, l’artista che ha saputo raccontare con realismo e senza menzogna la Parigi di Fine Ottocento e inizio Novecento. Un periodo storico sicuramente esaltante di cui l’artista ha tratteggiato, attraverso il suo lavoro, la società tra eccessi, esaltazione e prosperità. La mostra “Toulouse Lautrec. La Belle Époqueè stata inaugurata a AMO Arena Museo Opera- Palazzo Forti di Verona il 1 aprile scorso e resterà aperta fino al 3 Settembre 2017.

Toulouse-Lautrec e la Belle Époque: la mostra

La mostra Toulouse-Lautrec. La Belle Époque è un’immersione nell’arte eccentrica, anticonformista e provocatoria dell’artista ma anche nei colori e nelle immagini di quella che era Parigi sul finire dell’Ottocento. Un’esposizione che comprende circa 170 opere dell’aristocratico bohémien, considerato da molti il precursore della moderna grafica pubblicitaria. Ma la mostra non è solo questo: oltre alle opere si percepisce la volontà dei curatori di indagare sui dissidi interiori di Toulouse-Lautrec, tra i suoi tormenti e i suoi contemporanei slanci di ottimismo sulla vita, ma anche sull’impegno a emergere come artista “libero” nonostante le sue origini aristocratiche. Una figura, dunque, estremamente interessante che attraverso queste opere viene raccontata e spiegata con eleganza.

Le opere del percorso espositivo, come dicevamo, riprendono lo spirito frivolo parigino della Belle Époque e lo descrive attraverso alcune immagini diventate negli anni emblemi di quel periodo: ballerine del Moulin Rouge con clienti appoggiati al bancone, personaggi del circo e altro ancora. Una rappresentazione, un’istantanea che riporta alla luce lo spirito e la prosperità di un’epoca breve, dal 1890 al 1914, ma che è stata una fucina di invenzioni e scoperte. Tra le opere esposte più importanti alcuni manifesti pubblicitari come La passeggera della cabina 54 del 1895 e Aristide Bruant nel suo cabaret del 1893, grafiche promozionali e illustrazioni come La Revue blanche del 1895 ed infine litografie a colori, come ad esempio Jane Avril del 1893.

«Dipingo le cose come stanno. Io non commento. Io registro», è la frase di Toulouse-Lautrec che esplicita il senso della mostra. Un’esposizione, dunque, che ne ripercorre le opere e lo inserisce di diritto, così come tutti i grandi maestri, nella storia.

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