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La Scuola Possibile: senza compiti né voti

La Scuola Possibile: senza compiti né voti
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Sembrerà strano a molti ma la rivoluzione nella scuola potrebbe essere già iniziata. A Torino infatti nascerà a breve “La Scuola possibile“, un istituto elementare diverso da tutti gli altri: qui ai bambini non sarà chiesto di fare i compiti a casa e le maestre non daranno loro dei voti.

La scuola rivoluzionaria, perché di questo si tratta, nascerà a Torino, precisamente in Via Foggia, e aprirà i battenti a Settembre 2017. L’idea de “La Scuola possibile” è di Laura Milani, direttrice dello Iaad, l’Istituto di arti applicate e design presente nel capoluogo piemontese.

La Scuola Possibile: dove il tempo libero diventa importante

La scuola attuale, residuo di un modello culturale passato, probabilmente non è più in grado di rappresentare in maniera adeguata il quotidiano e la società attuale. Le lezioni sono monodirezionali, non consentono ai bimbi di sviluppare creatività e fantasia e difficilmente prevedono il concetto di collaborazione. Un concetto che invece sarà il fulcro de “La Scuola possibile”, dove i ragazzi e gli insegnanti lavoreranno in simbiosi.

Una scuola che punta a responsabilizzare i bambini e renderli il più possibile indipendenti. Fiducia massima nella loro intelligenza, ma soprattutto nel loro talento. Ed inoltre i ragazzi potranno avere il tempo libero da poter impiegare in altre attività: perché la scuola, oltre alla cultura, deve insegnare a vivere, a sapersi rapportare con le persone, a socializzare. Non basta leggere, studiare. Sì, queste attività sono fondamentali per arricchire il bagaglio di una persona ma non sono tutto.

I compiti a casa, visto l’orario scolastico dalle 8 alle 17, sono aboliti. Lo zaino non serve più perché tutto il materiale didattico necessario è già presente negli spazi scolastici. Ma soprattutto non esisteranno più i voti: si parlerà di progetti da realizzare con la collaborazione di tutti, di momenti di confronto e di relazioni in cui sia gli studenti che gli insegnanti saranno al centro.

Un ribaltamento di paradigma, un rovesciamento dei modelli visti e vissuti fino ad oggi. Non più una scuola dove i ragazzi devono ascoltare ed imparare come se fossero automi, ma un luogo che li valorizza e dà ampio spazio alle loro idee, ai loro pensieri e alle loro attitudini.

La scuola, intesa  come istituzione, resterà sicuramente il collante della società, anche se sempre più liquida, ma permetterà finalmente ai ragazzi di confrontarsi e di riflettere, attività che purtroppo facciamo sempre meno.

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