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“Sogno e realtà”: la mostra di Giuseppe Lambertucci

“Sogno e realtà”: la mostra di Giuseppe Lambertucci
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Sabato 10 Marzo alle ore 17.30 verrà inaugurata la mostra “Sogno e realtà“ dell’artista Giuseppe Lambertucci. Un’esposizione che scala lungo trentatré anni di esercizio pittorico e si fonda su “un naturalismo non mimetico, di ripresa anche dal vero del motivo paesistico, degli oggetti disposti ad arte a fare composizione e delle figure assunte a protagoniste della scena.” L’esposizione sarà il secondo evento artistico del calendario di appuntamenti in programma per l’anno 2018 a casaconcia: un secondo anno di attività espositiva-culturale che si pone l’obiettivo di proseguire sulla strada dei buoni risultati ottenuti nella scorsa annata e di far diventare lo spazio, attraverso questo progetto, uno dei centri culturali di riferimento di Ponte a Egola e non solo.

Giuseppe Lambertucci e la sua arte

Un’immagine, quella di Lambertucci, che non perde la naturalezza e la fragranza che la contraddistingue da sempre. La sua pittura col passare degli anni è approdata ad una sintesi plastica del disegno della materia e l’immagine si è definita in maniera più soffusa e idealizzata. Gli spazi e le situazione del reale fenomenico e della quotidianità diventano luoghi dell’immaginario poetico e simbolico del pittore. Lambertucci all’interno delle sue opere inserisce continui riferimenti all’inconografia e alla simbologia di miti mediterranei e biblici, come ad esempio cavalli in branco trascorrente e cavalieri araldici.

La mostra “Sogno e realtà“, oltre a questi temi, si comporrà anche di un dipinto particolare, “Lo Scarnatore”, che è un omaggio al duro lavoro originario della concia. Ma a creare l’ambiente ci saranno anche alcuni ritratti, opere che hanno contraddistinto al carriera di Lambertucci, come ad esempio “Ritratto di Alessandro”, suo figlio, della moglie Mina e anche di se stesso con uno sfondo che richiama il mondo leonardesco. E poi “Sognando di volare“, dipinto del 2009 che rappresenta le continue visioni del sogno umano di “farsi sostanza smaterializzata, librata nell’aria che tutto avvolge e trasporta verso l’altrove“, queste le parole del critico d’arte Nicola Micieli.

 

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