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Il Comprensorio del Cuoio e della Calzatura: numeri e curiosità

Il Comprensorio del Cuoio e della Calzatura: numeri e curiosità
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Per conoscere una realtà, sia essa sociale o produttiva, è necessario avere chiaro il contesto in cui si è sviluppata. Il distretto industriale di Santa Croce sull’Arno – Ponte a Egola, conosciuto come Comprensorio del Cuoio e della Calzatura, si estende su un’area di 330 Kmq fra le province di Pisa e Firenze, in un’area dove vivono circa 90.000 abitanti.

È il più grande distretto conciario italiano per numero di imprese: in termini di produttività qui si concentra circa il 30% della produzione italiana di pelli, il 98% della produzione nazionale di cuoio da suola). Sono presenti circa 500 aziende, fra concerie e contoterzisti conciari, ovvero piccole imprese specializzate in singole fasi del processo produttivo, le quali impiegano quasi 6.000 addetti. Un bacino molto importante anche a livello economico visto che la Toscana produce pelle per un valore medio complessivo di circa 1,5 miliardi di Euro all’anno.

Comprensorio del Cuoio e della Calzatura: lavorazioni ed investimenti

Per diventare un centro produttivo di eccellenza è necessario mettere in campo le migliori tecnologie disponibili, soprattutto per quanto riguarda la sostenibilità ambientale. Infatti negli ultimi anni la lavorazione conciaria nell’area del distretto di Santa Croce è riuscita a ridurre al minimo l’impatto con l’ambiente: per ottenere questo risultato però sono stati necessari cospicui investimenti da parte delle concerie, finalizzati alla costruzione di impianti centralizzati di depurazione all’avanguardia in campo internazionale,  la realizzazione di aree industriali, il recupero dei sottoprodotti di lavorazione e il riutilizzo dei fanghi residui della depurazione.

Non solo investimenti, ma anche formazione, sviluppo e ricerca. A questo scopo è nato nel 2002 Po.Te.Co (Polo Tecnologico Conciario), il quale affianca le aziende operanti nel settore “pelle”. In particolare il Polo effettua interventi di analisi sia per quanto riguarda le caratteristiche fisico-meccaniche e chimiche dei prodotti, oltre a svolgere attività analitica di controllo dei parametri delle acque primarie e di quelle industriali di scarico. La formazione invece avviene attraverso l’istituzione di corsi di aggiornamento e specializzazione del personale aziendale del settore conciario e calzaturiero, ma anche attraverso l’attivazione di alcuni corsi di laurea in collaborazione con l’Università di Pisa.

Sul versante della produzione, l’intero Comprensorio del Cuoio e della Calzatura ha puntato su fattori che da sempre lo contraddistinguono: flessibilità produttiva, qualità e capacità di ricezione dei trend derivanti dal mondo della moda. Le dotazioni tecnologiche delle imprese stesse, il bagaglio culturale e la tradizione dei maestri conciatori toscani hanno permesso di elevare gli standard qualitativi e ampliare la gamma dei prodotti offerti. Per questi motivi il Comprensorio del Cuoio e della Calzatura è famoso in tutto il mondo ed è proprio qui che si rivolgono le più grandi case di moda internazionali per aggiornare continuamente le loro collezioni di accessori in pelle.

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