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Gli Uffizi ed i suoi aneddoti nascosti

Gli Uffizi ed i suoi aneddoti nascosti
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Un viaggio nel cuore del Rinascimento, ecco cosa rappresenta per ogni turista la visita alla Galleria degli Uffizi. Un palazzo del Cinquecento situato nel centro storico di Firenze e che racchiude in sé alcuni dei capolavori più importanti della storia del nostro Paese, tra cui la Maestà di S.Trìnita del Cimabue, la Nascita di Venere di Botticelli e i Doppio ritratto dei Duchi di Urbino di Piero della Francesca. Molte di queste opere le conosciamo bene grazie ai libri di storia dell’arte, ricordo dei nostri anni alle scuole medie e al liceo, e alle illustrazioni che molto spesso troviamo nei negozi. Ma gli Uffizi sono anche un insieme di aneddoti e curiosità: dettagli che non conosciamo o che diamo per scontati, che forse non riusciamo nemmeno a vedere, ma che sono importanti e raccontano molto delle opere stesse e del Palazzo.

Gli aneddoti e le curiosità degli Uffizi

Partiamo dall’inizio, dalla storia degli Uffizi. Oggi in tutto il mondo sono conosciuti per essere un luogo custode di bellezza e maestria artistica ma non è sempre stato così, infatti la Galleria sorge sulle macerie di un antico quartiere popolare portuale malfamato. La zona, denominata Baldracca, era caratterizzata dalla presenza di case popolari ma anche da osterie e soprattutto bordelli. Il nome del quartiere, così poco elegante, era dovuto proprio a uno di questi luoghi maggiormente frequentati ed in cui il meretricio era l’attività principale.

Passiamo adesso alle opere presenti all’interno di questo meraviglioso Palazzo. La prima curiosità artistica riguarda una delle opere più conosciute nel mondo, la Venere di Botticelli. La dea, ritratta completamente nuda, è di un bianco candido, quasi lucente, anziché rosato come dovrebbe essere. Il motivo è legato alla censura. Sì, perché ritrarre corpi femminili nudi ai tempi della Chiesa Romana era un’operazione rischiosa e quindi per evitare condanne e altre critiche l’autore prese spunto da una statua greca mantenendone invariato il colore. Il viso invece, di un colore meno pallido, apparteneva alla donna considerata la più bella di Firenze in quel periodo, tal Simonetta Bertucci.

All’interno degli Uffizi, com’era prevedibile, trova posto anche il genio di Leonardo con “L’Annunciazione“. Un quadro che mette in risalto le capacità fuori dal comune dello stesso genio toscano ma che ne dimostra anche la sua umanità, infatti all’interno dell’opera si riscontrano alcuni errori marginali. Forse voluti, forse no.

annunciazione leonardo

Il primo errore è di tipo prospettico, infatti la figura della Vergine presenta un braccio destro molto più lungo rispetto a quello sinistro, mentre il secondo riguarda le proporzioni e denota come le sue gambe siano leggermente più corte rispetto al busto. Infine un’annotazione: al primo sguardo la Vergine sembra avere tre gambe ma non è ovviamente  così. Alcuni esperti, come il pittore Alberto Cottignoli, asseriscono che la terza gamba potrebbe essere stata introdotta come rappresentazione del movimento di accettazione da parte di Maria, mentre altri sostengono che potrebbe essere stato un errore di prospettiva “corretto” successivamente facendolo passare per un bracciolo della sedia su cui è seduta. Il mistero prosegue e proseguirà, ma certamente non andrà ad intaccare minimamente la bellezza e la magnificenza di questo luogo storico e artistico di estremo pregio.

 

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