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Come la pelle al vegetale conquista i giovani designer

Come la pelle al vegetale conquista i giovani designer
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La pelle al vegetale, un materiale unico che assorbe le tracce del vissuto. Un prodotto che cambia col passare del tempo, che si modifica e si personalizza. Ma non solo, perché la pelle al vegetale oggi ha un ciclo produttivo studiato e curato in modo da ridurre al minimo l’impatto ambientale, grazie all’utilizzo dei tannini naturali per la concia e all’attenzione delle concerie nello smaltimento dei rifiuti e nella depurazione delle acque.

La pelle al vegetale ha caratteristiche uniche e proprio per questa sua versatilità viene apprezzata dai giovani designer che ogni anno partecipano a “Craft The Leather”. Studenti provenienti da ogni parte del mondo, con culture professionali e metodiche completamente diverse, che però trovano nella pelle al vegetale prodotta in Toscana un  elemento unico e capace di esprimere le potenzialità progettuali che ogni designer porta con sé.

C’è chi, come Meri Kirjavainen, definisce la pelle al vegetale come “un materiale affascinante e stimolante” e afferma di aver trovato, dato che il suo design “racchiude semplicità, bellezza estetica ed eternità”, il materiale adatto per i suoi lavori futuri.

Eva Klabalová invece è rimasta molto soddisfatta della settimana trascorsa nel Comprensorio del Cuoio, delle nozioni imparate sul prodotto e sul processo di concia al vegetale, ma soprattutto si è detta entusiasta di aver imparato i “segreti e le ricette dei talentuosi maestri artigiani che ci hanno affiancato in questa avventura”.

Anche per Arnold Wong la settimana vissuta in Toscana è stato un momento ricco di ispirazioni e di idee tratte dall’osservazione meticolosa dei maestri artigiani che “ci hanno concesso di lavorare al loro fianco ed imparare”.

Adesso tocca a loro, a tutti gli studenti che dal 2012, anno della prima edizione del concorso, hanno partecipato e si sono calati in una realtà nuova, diversa. Una realtà fatta di manualità, estro ma anche competenza e sapere.

Perché, come ci ha confidato Maria Sole Ferragamo,  “Firenze e la Toscana sono uniche in questo campo grazie ad una lunga tradizione e al patrimonio ereditato dal passato. C’è una direzione, un’ossatura di idee, talento, creatività e visioni che hanno però bisogno di essere alimentate continuamente. Ѐ una realtà che ho profondamente a cuore e sarei onorata, un giorno, di disegnare nuovi ed entusiasmanti prodotti nella cui realizzazione queste persone incredibili possano valorizzare al meglio le loro capacità, le loro menti e i loro cuori.”

Ed è proprio qui che la pelle al vegetale vuole arrivare: restare lo stesso tradizionale prodotto per cambiare ogni giorno, per offrire spunti diversi alle nuove generazioni e per permettere ai designer che verranno di esprimere la loro creatività nella lavorazione e nello studio del materiale.

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