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Lucca e i miracoli del Volto Santo

Lucca e i miracoli del Volto Santo
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La città delle 130 torri medievali e della cinta muraria cinquecentesca che sembra ancora difendere gli abitanti e le bellezze artistiche dai nemici. Lucca si presenta così, una città storica, medievale ma con una predisposizione naturale al presente. Soprattutto grazie ad eventi internazionali come il Lucca Comics and Games, il festival del fumetto, dell’illustrazione e del gioco che si tiene ogni anno nell’ultimo weekend di ottobre, oppure al Lucca Summer Festival, rassegna musicale estiva che porta sul palco artisti di fama mondiale.

Il Volto Santo di Lucca, il miracolo e la Divina Commedia

Torniamo adesso nel passato lucchese. All’interno del Duomo, conosciuto anche come Cattedrale di San Martino, si trova il Volto Santo, il crocifisso di legno di noce realizzata da Nicodemo, uno dei discepoli di Gesù. La statua-reliquario, secondo i credenti, rappresenterebbe il vero volto del Cristo ed intorno ad essa, negli anni, sono state raccontate numerose storie “miracolose”. La più famosa riguarda certamente Giovanni di Lorenzo di Arras, un innocente accusato di omicidio e successivamente condannato alla pena di morte. L’accusato iniziò a pregare e a rivolgersi a Dio per evitare la morte e una notte, in sogno, gli apparve il Volto Santo che lo rassicurò e gli confidò che si sarebbe salvato.

Ed il miracolo avvenne. Infatti la mattina dell’esecuzione arrivò e Giovanni, ormai rassegnato, si apprestava a morire da innocente sotto i colpi del boia e della sua mannaia. Ma i tre tentativi andarono a vuoto e sia il pubblico che il boia si convinsero della sua innocenza e fu liberato. A testimonianza di questo sensazionale evento si nota, di fronte alla Cappella del Volto Santo, la mannaia “che non offendé un innocente” e una lapide in marmo.

Ma il Volto Santo di Lucca viene citato anche all’interno della Divina Commedia, nel canto XXI dell’Inferno, nella quinta bolgia ovvero quella dove scontano la loro pena gli imbroglioni, i corrotti e i concussori. Il racconto riguarda Martino Bottario, magistrato lucchese molto noto all’epoca: egli viene deriso da alcuni diavoli al grido di “qui non ha loco il Santo Volto“, facendo capire al condannato che nemmeno una preghiera alla reliquia lo può salvare visto che la dannazione sarà eterna. Eterna come l’aura miracolosa di questa meravigliosa reliquia.

 

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