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Ennio Morricone: “l’artigiano della musica”

Ennio Morricone: “l’artigiano della musica”
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Gli appassionati di cinema conoscono bene questo nome: le colonne sonore di Ennio Morricone, conosciute in ogni parte del mondo, sono e resteranno per sempre legate a doppio filo ad alcuni dei più bei film della storia. “C’era una volta in America”, “Il buono, il brutto e il cattivo” e “Nuovo Cinema Paradiso” sono soltanto alcuni dei capolavori che possono fregiarsi della musica del compositore romano. Non solo grandi classici perché la sua musica è ancora molto attuale: “The Hateful Eight” è l’esempio più concreto e diretto della trasversalità del suo comporre.

Una musica, la sua, che rende il cinema ed i film più profondi, meno scontati e ancora più armonici e ordinati. Note che sottolineano scene, cambi di registro e che si adattano alla perfezione a diverse situazioni. Colonne sonore senza tempo ma anche senza limiti, verrebbe da dire. Sì perché molte scene salienti vengono ricordate proprio per l’accompagnamento musicale e non viceversa. Il cinema che si piega alla musica di Ennio Morricone.

Morricone è una figura particolare: estremamente riservato, ma sempre disponibile. Una parola in particolare lo contraddistingue ed è “costanza”, quella che ha messo ogni giorno nel suo lavoro e che lo ha portato ad ottenere i successi che adesso sono sotto gli occhi di tutti. Una costanza che a volte sfocia nella maniacalità, perché solo questa attitudine ti spinge sempre un po’ più là, ovvero fuori dalla cosiddetta comfort zone. Ti porta a sperimentare nuove sonorità creative, a ricercare qualcosa di discorde da tutto il resto. Perché la musica di Morricone ha un solo risultato possibile: meravigliare, regalare ricordi. È pura poesia costellata di note, è un saliscendi di sensazioni magiche e momenti di riflessioni.

I premi ed i riconoscimenti ottenuti in carriera, tra cui troviamo Nastri d’Argento, David di Donatello, il Leone d’Oro e l’Oscar alla carriera, sono solo la naturale conseguenza di un talento sconfinato, senza tempo e di una sensibilità artistica fuori dall’ordinario.

Parlavamo di maniacalità nel lavoro ma è giusto aggiungere anche dedizione, volontà di non accontentarsi, precisione ed esperienza. Tutti elementi che, oltre ad inquadrarlo come un vero e proprio artista, lo accumunano ad un artigiano. Un “artigiano della musica” che prende le note musicali, le lavora meravigliosamente e pazientemente ed infine le trasforma in un flusso di emozioni, ma soprattutto in un concentrato di bellezza. Una bellezza che rende meravigliosi i film ma rende migliori e più ricchi interiormente anche noi. Perché la musica in generale parla direttamente al nostro cuore e quella di Ennio Morricone non fa eccezione. Anzi, dà un tocco di colore alla vita e permette di ritrovare l’armonia. La nostra armonia interiore.

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