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Craft The Leather: il seme, l’albero, il frutto

Craft The Leather: il seme, l’albero, il frutto
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In un futuro lontano gli abitanti del Pianeta Terra guarderanno ai nostri anni con la speranza che ognuno di noi abbia piantato un seme, affinché l’umanità possa vibrare in una dimensione di frequenza energetica che apre le porte alla conoscenza, al rispetto e alla profonda condivisione di alti valori. La possibilità di una futura umanità più consapevole potrebbe nascere proprio ora in questo momento da una nostra azione, da un nostro progetto, da una nostra parola, da una nostra iniziativa. Mettiamo dei semi adesso, qualcuno capirà qualcosa, e un giorno ci saranno coloro che ne coglieranno i profumati fiori, ma per fare questo è necessario vederci come anime, ragionare come i grandi maestri del passato, non limitarci ma aprire la prospettiva all’eternità.

Torniamo noi indietro nel tempo, muovendoci tra le sue onde e pensiamo a coloro che, come i grandi artisti,i filosofi, gli scienziati, i profeti emanando pensieri e agendo di conseguenza hanno rivoluzionato, certo non immediatamente ma con il passare degli anni, anzi addirittura dei secoli il modo di pensare e di agire i cui frutti vengono colti oggi. Senza il seme non ci può essere evoluzione di vita, senza prendersi cura nella sua trasformazione in albero non ci può essere la crescita e senza crescita non c’è futuro.

Craft The Leather e il futuro

Invito voi lettori a salire in una macchina del tempo, che definiamo una Merkaba, nella quale viaggiamo nel futuro tra 200, 300, 400 anni, con l’obiettivo di capire e di osservare se l’amore per le tradizioni e per la Madre Terra, che così intensamente in questo periodo storico viene sentito da molte persone, ha fatto sbocciare il suo splendido fiore.

In questo ipotetico futuro, tra scoperte di altre forme di vita, la colonizzazione del pianeta Marte e viaggi con astronavi, oggi solo immaginate, esistono città dedicate al Passato e a coloro che hanno con passione e determinazione creduto in un sogno, malgrado le difficoltà di dover nuotare in oceani di non comprensione e che hanno trasmesso alle generazioni future conoscenze che sarebbero altrimenti cadute nell’oblio.

Tra queste città decidiamo di dedicare una nostra visita alla Città Del Sapere, le cui vie ci appaiono alberate e i cui monumenti sono musei. Uno di questi attira la nostra attenzione: Il Museo dell’Arte Preziosa, dedicato all’arte della manualità, che nel futuro sarà apprezzata come un diamante di inestimabile valore. La guida del museo ci conduce in uno dei padiglioni più visitati il cui nome è dedicato alla leggendaria iniziativa Craft the Leather, voluta dal Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale.

La storia narra che nel lontano 2012 i fondatori di questo Consorzio, avendo come obiettivo far conoscere la diversità e l’unicità della pelle conciata al vegetale, gemma del loro territorio, ebbero l’intuizione, affidata poi nell’organizzazione a una valida e specializzata consulente di moda, la dr.ssa Diane Ellen Becker, di realizzare un progetto che coinvolgesse le più prestigiose scuole nel mondo di design e di moda, al fine di selezionare 10 fra i loro più meritevoli studenti, per ospitarli in terra toscana, affinché potessero conoscere, sperimentare e innamorarsi non solo della pelle conciata al vegetale come “materia” di lavoro, ma del messaggio che essa portava con sè. Un messaggio di valori da raccontare, di scelte sostenibili per l’ambiente, di amore per il sapere e di conoscenza delle proprie tradizioni. Nel mese di maggio di ogni anno dunque 10 giovani designer trascorrevano, divertendosi, aspetto questo fondamentale in un percorso di crescita, una settimana tra le colline presso il Conservatorio di Santa Cristina, nel quale si imbibivano di cultura toscana, dal cibo, al vino, al paesaggio che riempiva loro il cuore e l’anima.

Un workshop di carattere teorico, con visite presso le concerie associate al Consorzio, presso il Polo Tecnologico Conciario, centro all’avanguardia nella ricerca della sostenibilità del processo della concia e non ultimo presso alcuni artigiani della zona per conoscere la lavorazione della pelle stessa. Ma il momento più interessante per i partecipanti erano i due giorni durante i quali i giovani designer incontravano il maestro artigiano Giorgio Testi, esperto insegnante, che con generosità trasmetteva le sue conoscenze manuali antiche. Erano i giorni delle mani trasformate in bacchette magiche, erano i giorni dello sperimentare la pelle che gli studenti al loro ritorno nelle rispettive scuole avrebbero lavorato per poi creare delle opere, che esposte l’anno successivo alla manifestazione fieristica Lineapelle sarebbero state votate non solo dai visitatori della fiera ma anche da una speciale commissione di esperti e online nel sito del Consorzio, per decretarne il vincitore che avrebbe avuto quale premio una borsa di studio per migliorare la crescita personale.

Dopo aver ascoltato la nostra guida, ci soffermiamo a osservare le opere dei partecipanti a Craft The Leather 2018, provenienti da Cina, Giappone, Stati Uniti, Spagna, Regno Unito,Svezia e le riteniamo tutte dei veri progetti di studio e di abilità manuale. Sebbene per ovvie ragioni comprendiamo la necessità di un vincitore, quell’anno in particolare venne premiata l’opera della designer svedese Stina Randestad, quello che arriva al nostro cuore è il messaggio del seme piantato e del fiore sbocciato. Uscendo dal museo risaliamo nella macchina del tempo e torniamo ai nostri giorni e una riflessione, cari lettori, sorge da questo immaginario viaggio nel futuro: comprendere di essere un possibile seme, con le parole e le scelte, può plasmare un nuovo mondo basato sulla consapevolezza di essere costruttori di valori, chiedendoci quali orme lasciamo alle nostre spalle e come saremo ricordati dalle generazioni future.

E tra queste considerazioni Craft The Leather si presenta come un perfetto esempio di geniale progetto a lunga visione e di grande determinazione da parte delle persone coinvolte di nutrire, di proteggere, di far conoscere e di comunicare il valore delle migliori tradizioni del passato, che se elaborate con amore nel nostro presente possono costruire un futuro di consapevolezza superiore. Questo è il seme da sentire nel cuore e seminare nel mondo in ogni “terreno” della vita.

 

Federica Terrida

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