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Le 10 cose da sapere su Dante Alighieri

Le 10 cose da sapere su Dante Alighieri
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Tutti lo abbiamo letto, alcuni studenti lo hanno apprezzato, altri invece lo hanno letteralmente detestato. Dante Alighieri resta comunque una figura centrale nella letteratura italiana insieme alla sua celebre opera, la “Divina Commedia“. Di questa avventura tra Inferno, Purgatorio e Paradiso conosciamo quasi tutto, ma riguardo all’autore invece ci sono alcuni aneddoti che in molti ancora non sanno.

Dante Alighieri e le 10 curiosità

Tutti noi lo conosciamo come Dante Alighieri ma il suo vero nome di battesimo era Durante. Si fece poi conoscere come Dante visto che questo nome era più breve e facile da ricordare. Dopo il nome, il cognome: a proposito di questo è bene ricordare come la sua famiglia non godesse di ottima reputazione. Gli Alighieri erano piccoli commercianti ma il padre di Dante, Alighiero, è stato accusato più volte di aver esercitato l’usura.

Dante però non ha fatto solo lo scrittore per tutta la vita, infatti negli anni è stato, in quanto nobile, un cavaliere ed ha partecipato ad almeno due battaglie: quella di Campaldino contro la città di Arezzo del 1289 e quella di Caprona contro Pisa, sempre nello stesso anno. L’importanza della figura di Dante risuona ancora oggi con forza, tanto da far apporre il suo volto su alcune banconote italiane prima e sulla moneta da 2 euro poi: è questa un’altra delle curiosità legate al personaggio.

Dante Alighieri, la Divina Commedia e la lingua italiana

Adesso alcuni aneddoti legati alla sua Commedia. Innanzitutto, nonostante le varie analisi del testo, non è ancora ben chiaro quando l’opera sia stata iniziata. Alcuni sostengono che la stesura sia iniziata intorno al 1307, mentre altri studiosi sostengono che in quell’anno riprese a scriverla avendola iniziata qualche anno prima, nel 1300/1301. Altra curiosità: nel corso della narrazione dell’avventura Dante racconta in maniera minuziosa i suoi svenimenti. Questi sembrano affliggere realmente l’autore nella vita di tutti i giorni e possono essere riconducibili all’epilessia, malattia di cui ha sofferto fin da piccolissimo.

Sempre in riferimento all’opera c’è un aneddoto particolare. Al momento della morte di Dante la Divina Commedia era pressoché terminata anche se l’ultima cantica non era ancora stata pubblicata. Jacopo, figlio di Dante, riuscì, grazie al suo lavoro, a farla pubblicare e iniziò anche a commentare l’intera opera e a promuoverla. Si deve proprio a lui questo successo che resiste ancora oggi.

La Divina Commedia ha ampiamente influenzato la lingua italiana, tanto che alcune locuzioni usate da Dante sono tuttora utilizzate nel linguaggio comune. “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa“,  “E quindi uscimmo a riveder le stelle“, “il Bel Paese” e “senza infamia e senza lode“, solo per citare alcuni esempi.

Dante e la sua vita: alcuni aneddoti

Com’era consuetudine in quegli anni, Dante, ancora bambino, fu promesso sposso di Gemma, discendente della famiglia dei Donati. Il matrimonio fu celebrato tra il 1283 e il 1285: sulla data gli studiosi non sono stati in grado di dare una risposta unanime. Secondo Boccaccio questa unione fu infelice e terminò in concomitanza con l’esilio forzato dello stesso Dante. Queste vicissitudini però non riuscirono ad intaccare i buoni rapporti che intercorrevano tra Dante e la famiglia Donati, tanto che il padre di Gemma, Manetto Donati, negli anni successivi concesse alcuni sostanziosi prestiti al sommo poeta.

L’esilio come punto centrale della sua vita. Infatti, oltre a distaccarlo da un matrimonio tutt’altro che felice, lo mise in salvo da una condanna a morte. Dante infatti fu condannato alla pena capitale quando nello scontro tra guelfi bianchi e neri furono quest’ultimi a prendere il potere cittadino. La sua condanna risale al 1302 ma lui, per sua fortuna, si era già allontanato da tempo dalla città fiorentina.

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